In questa situazione di emergenza sanitaria, in cui l’Italia è chiamata ad agire con grande forza e rapidità, per sostenere il comparto sanitario e le persone colpite dal coronavirus, per supportare le famiglie e i giovani, per salvaguardare il comparto economico e industriale dell’Italia, occorrono misure straordinarie e provvedimenti economici mirati a raggiungere tali scopi.

Tra i numerosi temi in discussione da parte del governo, delle istituzioni e dei principali stakeholder, il messaggio dell’ANGI – Associazione Nazionale Giovani Innovatori, promossa e patrocinata dalle maggiori istituzioni italiane ed europee, presieduta dal Presidente Gabriele Ferrieri, ha presentato il “Decreto Connessioni” contenente una serie di proposte concrete sull’alfabetizzazione digitale, sulle imprese e le startup, sulla riduzione del divario digitale, sulla tutela del cosiddetto lavoro agile e sulla sicurezza del dato informatico. Un importante contributo in rappresentanza ei giovani innovatori italiani al governo e al Premier Giuseppe Conte e ai vari dicasteri, in particolare alla Ministra dell’innovazione Paola Pisano, al Ministro allo sviluppo economico Stefano Patuanelli e alla Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina.

Al vaglio dell’operato del governo a seguire numerose sono ste le iniziative legislative mirate a rispondere all’emergenza. Dal Dl Imprese, il cui cuore del decreto saranno i finanziamenti per circa 10 miliardi a garanzia di prestiti per complessivi 200 miliardi, anche questi indirizzati a tutte le imprese. Due i canali d’intervento. Per le imprese con un fatturato inferiore ai 50 milioni di euro la liquidità sarà assicurata dal Fondo centrale di garanzia delle piccole e medie imprese. Per le aziende con un fatturato più alto, invece, questo ruolo sarà svolto da Sace con il sostegno della controllante Cassa depositi e prestiti.

Con le modifiche al golden power poi il governo rafforza le misure introdotte nel 2012 per bloccare la strada a scalate straniere su aziende italiane considerate strategiche. Per la durata di un anno vengono ampliati i poteri speciali e semplificate le procedure con le quali il governo italiano può intervenire. Viene ampliata la lista dei settori oggetto di scrutinio ai sensi della disciplina europea, che tocca settori strategici come l’approvvigionamento alimentare e le infrastrutture o tecnologie critiche in materia di salute. In questo elenco sono compresi anche il settore finanziario e assicurativo. Si prevede che il golden power sia esteso anche a operazioni intra-europee, sia per energia, trasporti, comunicazioni, incluse non solo quelle che determinano l’acquisizione del controllo, ma anche partecipazioni sopra al 10%.

Infine, per le coperture in attesa di nuovi aggiornamenti dai tavoli delle trattative in Europa, messa da parte la soluzione degli Eurobond (titoli di debito tramite i quali tutti gli Stati membri dell’UE diventano responsabili del debito in maniera congiunta), a condizioni “più leggere” dovrebbe spuntarla la soluzione legata al MES Fondo Salva Stati (240 miliardi), a cui seguono i 200 miliardi dalla BEI e i 100 miliardi dallo SURE.

L’Italia, per ottenere il suo fabbisogno iniziale (ormai più vicino a 150 che 100 miliardi), deve poter superare notevolmente il limite della linea di credito del Mes al 2% del Pil (circa 36 miliardi) e ottenere ulteriori prestiti di Bei e Sure molto più ingenti della quota a carico italiano nelle garanzie per le loro emissioni.

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