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	<title>ai act Archivi - ANGI</title>
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	<description>Notizie e informazioni sul mondo dell&#039;innovazione soprattutto giovanile</description>
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	<title>ai act Archivi - ANGI</title>
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		<title>Audizione Camera, l&#8217;appello dell&#8217;ANGI sulla semplificazione per il digital omnibus</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Feb 2026 13:21:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Roma, [12/02/2026] – ANGI – Associazione Nazionale Giovani Innovatori – è intervenuta questa mattina con il presidente Gabriele Ferrieri alle ore 08.30, in audizione presso la XIV Commissione (Politiche dell’Unione Europea) della Camera dei Deputati, nell’ambito dell’esame delle proposte legislative europee sulla semplificazione del quadro normativo digitale, sull’intelligenza artificiale e sull’istituzione del Portafoglio Europeo delle [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Roma, [12/02/2026] – ANGI – Associazione Nazionale Giovani Innovatori – è intervenuta questa mattina con il presidente Gabriele Ferrieri alle ore 08.30, in audizione presso la XIV Commissione (Politiche dell’Unione Europea) della Camera dei Deputati, nell’ambito dell’esame delle proposte legislative europee sulla semplificazione del quadro normativo digitale, sull’intelligenza artificiale e sull’istituzione del Portafoglio Europeo delle Imprese (COM(2025) 836 final, COM(2025) 837 final, COM(2025) 838 final).</p>
<p>Nel corso dell’audizione, ANGI ha ribadito la necessità che la semplificazione normativa europea sia accompagnata da una visione strategica orientata alla crescita, in grado di sostenere concretamente startup, PMI innovative e giovani imprenditori, rafforzando la competitività e la sovranità tecnologica europea.</p>
<p>“La semplificazione deve essere uno strumento di sviluppo reale e non un mero intervento formale. Regole più semplici significano maggiore capacità di innovare, attrarre investimenti e competere”, ha sottolineato il Presidente di ANGI Gabriele Ferrieri nel corso dell’intervento.</p>
<p>Con riferimento alla revisione dell’AI Act, ANGI ha accolto positivamente l’obiettivo di semplificazione, evidenziando tuttavia come l’attuale impianto non risulti ancora sufficiente a rimuovere gli ostacoli che penalizzano le imprese innovative europee. È stato richiamato il rischio che un’eccessiva complessità regolatoria continui a generare uno svantaggio competitivo rispetto ai principali attori globali. Un ampliamento del principio di stop the clock sarebbe auspicabile.</p>
<p>“L’Europa deve trovare un nuovo equilibrio tra tutela dei diritti e diritto all’innovazione, evitando che la regolazione diventi un freno allo sviluppo tecnologico. Per fare questo sarebbe utile un riconoscimento esplicito del diritto all’innovazione come diritto fondamentale”.</p>
<p>Sul pacchetto Omnibus Digitale, il Presidente Ferrieri ha evidenziato come la sovrapposizione di normative quali GDPR, Data Act, Digital Services Act e Direttiva NIS2 abbia prodotto un quadro frammentato e oneroso per le imprese. L’Associazione ha sostenuto il principio del “Once Only” e proposto la creazione di un sistema digitale unico di conformità, capace di semplificare gli adempimenti e rendere più chiaro il rapporto tra imprese e istituzioni.</p>
<p>ANGI ha inoltre sottolineato come la semplificazione rappresenti una leva di inclusione economica e generazionale: “Ridurre la burocrazia significa abbassare le barriere di accesso all’imprenditorialità, soprattutto per i giovani e per chi innova”.</p>
<p>Particolare attenzione è stata dedicata al Portafoglio Europeo delle Imprese (EUDI Wallet), indicato come uno strumento strategico per il rafforzamento del mercato unico. Il Portafoglio potrà semplificare l’identificazione delle imprese, favorire l’operatività transfrontaliera e facilitare l’accesso a bandi e appalti europei.</p>
<p>“Il Portafoglio Europeo delle Imprese può diventare un vero passaporto dell’innovazione, ma deve essere accompagnato da misure di supporto concreto, soprattutto per le imprese guidate da giovani”, ha evidenziato l’Associazione.</p>
<p>In conclusione, ANGI ha ribadito che la semplificazione normativa deve essere affiancata da politiche attive di incentivo, accesso al credito e formazione continua, affinché i benefici derivanti dalla riduzione degli oneri burocratici possano tradursi in maggiore capacità di investimento e crescita.</p>
<p>“Semplificare deve significare reinvestire: meno burocrazia, più risorse per innovazione, competenze e sviluppo”, ha concluso ANGI.</p>
<p>L’Associazione ha confermato la propria disponibilità a collaborare con il Parlamento e le istituzioni competenti, affinché l’Italia contribuisca in modo determinante alla costruzione di un’Europa più competitiva, inclusiva e orientata all’innovazione.</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>L&#8217;appello delle startup italiane alla Camera: l&#8217;IA è futuro, non burocrazia, chiesto stop all&#8217;AI Act</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Jun 2025 14:22:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[ai act]]></category>
		<category><![CDATA[andrea volpi]]></category>
		<category><![CDATA[stop the clock]]></category>
		<category><![CDATA[zest innovation]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si è svolta oggi 30 giugno 2025 presso la Sala Stampa della Camera dei deputati la conferenza “L’IA è futuro, non burocrazia”, promossa dall’On. Andrea Volpi. L’evento ha rappresentato un momento di confronto e riflessione sull’entrata in vigore dell’AI Act e sulle implicazioni che la nuova regolamentazione avrà per l’ecosistema dell’innovazione in Italia. Durante l’incontro [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p id="" class="art-text">Si è svolta oggi 30 giugno 2025 presso la Sala Stampa della Camera dei deputati la conferenza “L’IA è futuro, non burocrazia”, promossa dall’On. Andrea Volpi. L’evento ha rappresentato un momento di confronto e riflessione sull’entrata in vigore dell’AI Act e sulle implicazioni che la nuova regolamentazione avrà per l’ecosistema dell’innovazione in Italia.</p>
<p id="" class="art-text">Durante l’incontro è stato lanciato ufficialmente l’appello delle startup italiane, che chiedono un approccio normativo più agile, capace di valorizzare il potenziale dell’Intelligenza Artificiale senza ostacolare la crescita delle imprese: “chiediamo che anche l’AI Act venga sottoposto a un analogo meccanismo di sospensione: una pausa tecnica di 24 mesi, uno Stop-the-clock che permetta di aprire una fase di riflessione e correggere le criticità oggi presenti nel regolamento ed evitare che diventi un freno allo sviluppo”. Una richiesta chiara per una governance dell’innovazione che metta al centro la competitività e lo sviluppo sostenibile.</p>
<p id="" class="art-text">Sono intervenuti autorevoli rappresentanti del mondo istituzionale e imprenditoriale: l’On. Andrea Volpi (XI Commissione Lavoro pubblico e privato), Gabriele Ferrieri (Presidente ANGI), Lorenzo Luce (CEO BigProfiles), Marco Scioli (CEO Starting Finance), Manila Di Giovanni (CEO DWorld) e Fabio Vantaggiato (CEO Easy Health). Moderazione di Roberto Magnifico Partner Zest Innovation. l’On. Andrea Volpi, XI Commissione Lavoro pubblico e privato, sul concetto di trasformazione portata dall’intelligenza artificiale ha sottolineato come: “Condivido nella forma e nel merito l’appello che le Startup Italiane hanno presentato oggi alla Camera dei Deputati per una regolamentazione dell’innovazione più snella e abilitante. Il titolo della conferenza, l’IA è futuro e non burocrazia dice già tutto: l’intelligenza artificiale rappresenta un’opportunità storica per le imprese italiane e un volano irrinunciabile per la competitività delle nostre startup innovative. Bisogna dare voce agli attori del futuro, startup e giovani talenti che potrebbero essere penalizzati da un approccio europeo troppo rigido e non adeguato alla realtà operativa. Il rischio è la delocalizzazione dei progetti di IA e la conseguenza è la fuga di talenti e capitali, intervenire dal punto di vista burocratico per scongiurare questo rischio vuol dire tutelare l’interesse nazionale”.</p>
<div class="gptslot" data-adunitid="1"></div>
<p id="" class="art-text"><b>Gabriele Ferrieri, Presidente ANGI, ha evidenziato la presenza di standard troppo rigidi per le start-up</b>: “<i>A fronte di una tale prospettiva di crescita per il settore, l’AI Act rischia di creare vincoli troppo rigidi per il futuro delle startup. Infatti, le aziende europee avranno solo 6-8 mesi per adeguarsi a oltre 35 standard tecnici, quando l’adeguamento medio a uno standard richiede dai 12 ai 24 mesi. Gli standard pensati a livello europeo rischiano di creare ostacoli non intenzionali all’innovazione perché troppo prescrittivi e complessi, con richieste eccessive di documentazione, audit multipli e obbligo di personale dedicato alla compliance</i>”.</p>
<p id="" class="art-text"><b>Marco Scioli, CEO Starting Finance, Costruire innovazione in Europa senza ostacoli eccessivi</b>: “<i>Chi fa impresa oggi nel digitale si confronta ogni giorno con una crescente diffidenza verso il rischio e un sistema di regole non pensate per supportare i modelli emergenti, oltre che con costi spesso difficilmente gestibili, soprattutto per le imprese più giovani</i>”.</p>
<p id="" class="art-text"><b>Manila Di Giovanni, CEO DWorld, ha sottolineato come il concetto di regolare non significhi frenare ma accompagnare lo sviluppo, con responsabilità e visione</b>: “<i>Un’opportunità per l’intera industria europea, mentre Regno Unito e Giappone, Emirati Arabi Uniti e Arabia saudita, Singapore scelgono approcci più flessibili e concreti per attrarre innovazione, l’Europa rischia di rimanere bloccata da regole pensate per un’altra epoca. Ora è il momento di decidere se vogliamo essere protagonisti del cambiamento o limitarci ad inseguirlo. Il mondo delle start-up è pronto a fare la sua parte per una regolazione giusta, ma abbiamo bisogno del giusto tempo per allinearci a standard chiari e realistici</i>”.</p>
<div class="gptslot" data-adunitid="1"></div>
<p id="" class="art-text"><b>Lorenzo Luce, CEO BigProfiles, in merito all’AI Act</b>: “<i>L’AI Act nasce con obiettivi condivisibili: tutela dei diritti, trasparenza, sicurezza. Ma nella pratica, per molte imprese, si traduce in obblighi, costi e incertezza. Il 70% del nostro fatturato è estero. È un dato che fa riflettere. Significa che la domanda interna è più debole di quella internazionale. E se ora l’Europa introduce un’ulteriore barriera regolatoria, il rischio è di assistere a un ulteriore indebolimento del nostro ecosistema. La paura delle sanzioni non rallenta solo l’innovazione. La fa regredire</i>”.</p>
<p id="" class="art-text"><b>Fabio Vantaggiato, CEO Easy Health, ha dichiarato</b>: “<i>AI è già nei nostri ospedali, ma rischia di rimanere un’opportunità sprecata per le nostre imprese. Recenti dati dell’Osservatorio Sanità Digitale del Politecnico di Milano raccontano una realtà ben più avanzata di quanto spesso si immagini, medici e infermieri già utilizzato strumenti di AI generativa in contesti sanitari eppure, l’Italia continua a investire poco e ha una burocrazia troppo pesante: Non possiamo permetterci una sanità basata su algoritmi importati. Vogliamo una sanità intelligente, costruita qui, con i nostri dati, per i nostri cittadini e secondo i nostri valori</i>”.</p>
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