📌 Un grande onore e privilegio aver portato il nostro contributo in questa speciale #intervista, con il nostro Presidente, sul prestigioso quotidiano nazionale L’Osservatore Romano della #SantaSede edito nella città del #Vaticano.
🔵 Una nostra analisi dettagliata sull’#innovazione a servizio dell’#istruzione. Un grazie particolare a Silvia Camisasca. Buona lettura!

L’Angi — Associazione nazionale giovani innovatori — in quanto prima organizzazione nazionale no profit interamente dedicata al mondo dell’innovazione, in questa particolare fase di emergenza, in cui i ragazzi non possono frequentare scuole e università, scende in campo a fianco delle maggiori istituzioni nazionali e internazionali (tra cui il Parlamento e la Commissione europea), a sostegno delle giovani generazioni, in particolare, per diffondere e promuovere la cultura digitale.

«Ci stiamo impegnando per portare all’attenzione dei nostri partner accademici ed istituzionali le voci dei ragazzi, alle prese con metodi e forme di apprendimento mai sperimentati — spiega Gabriele Ferrieri, economista, esperto di innovazione legislativa e digitale, nonchè Ambasciatore della pace per l’Unesco — così come abbiamo attivato, con il Cnr e la Presidenza del Consiglio, campagne di raccolte fondi da destinare al comparto sanitario».

Osservatore Romano – In questi giorni avete presentato un pacchetto di provvedimenti e proposte — il Decreto connessioni — destinato al governo a supporto del comparto produttivo ed industriale del paese. Qui un ampio capitolo è riservato agli strumenti per agevolare l’alfabetizzazione digitale, a ridurre il divario formativo e ad accelerare nuovi modelli di occupazione, come il lavoro agile.

Riteniamo fondamentale, in questa fase, promuovere una serie di campagne che coinvolgano la comunità, per evitare disorientamento nei cittadini. Per questo, abbiamo sottoscritto le campagne “Solidarietà digitale” e “#Distantimauniti”, promosse dal governo e dal ministero dell’Innovazione, così come, grazie alla nostra vasta rete di relazioni sul territorio, abbiamo dato corso a una serie di programmi di approfondimento giornalistici e radiofonici, rivolti a cittadini, imprese, studenti, per comunicare informazioni dirette e mirate sulle iniziative delle autorità locali, delle associazioni, dei presidi scolastici, dei centri di aiuto e di tutti coloro che sono impegnati nell’emergenza. Infine, con il contributo del nostro comitato scientifico, abbiamo lanciato settimanalmente sui nostri canali delle pillole video formative sul tema innovazione, per essere, seppur in via telematica, il più possibile vicini ai lavoratori.

Osservatore Romano – Quali punti caratterizzano il Decreto connessioni in merito al rinnovamento della didattica? Quale è il vostro punto di vista sulla delicata questione della formazione?

Lo scorso ottobre, ben prima dell’interruzione dovuta alla crisi sanitaria, consapevoli delle lacune del sistema scolastico, e più in generale, del paese, in materia digitale, abbiamo proposto una mappatura, a livello nazionale, per superare il problema dell’alfabetizzazione informatica: da una recente indagine è, infatti, emerso che il 76 per cento degli alunni delle scuole primaria e secondaria di primo grado non dispone di dotazioni informatiche e connessione adeguate alla didattica a distanza. Abbiamo, inoltre, proposto nel Manifesto europeo per l’innovazione, lanciato nel 2019, la necessità di creare un unico network universitario europeo che costruisca reti di conoscenza diffuse e accessibili a tutti, con equiparazione di competenze certificate in tutti i paesi Ue. Costituirebbe il primo passo concreto nell’unificazione di un percorso di istruzione europeo destinato alle future generazioni, a tutti coloro che nel domani si affacceranno al mondo del lavoro, consentendo l’inclusione occupazionale e parità di opportunità per lo sviluppo di una società coesa e dinamica. È importante individuare strumenti che garantiscano un interscambio costante che tuteli lavoratori e studenti.

Osservatore Romano – Attraverso quali canali si recupererebbero le necessarie risorse?

Queste iniziative possono essere finanziate in occasione della riprogrammazione del prossimo bilancio Ue 2019/2024, destinando maggiori risorse al fondo europeo per l’innovazione. E come specificato nel Decreto connessioni, riteniamo necessario attuare il Piano nazionale scuola digitale, adottare il libro di testo digitale, rafforzare, sui canali dedicati ai giovani, la diffusione della cultura digitale con una serie di approfondimenti e introdurre campagne di comunicazione dedicate ai temi del digitale verso i target anagrafici della scuola primaria, per educare all’uso consapevole e dosato delle nuove tecnologie.

Osservatore Romano – Che futuro prevede per il comparto scolastico italiano?

L’interrogativo che si pongono professori, studenti e genitori è cosa accadrà a settembre con l’inizio del nuovo anno. Per la didattica, con il decreto legge del 6 aprile, si è ipotizzata la ripresa già dai primi di settembre per tutti gli alunni, in modo che, nelle prime due o tre settimane, gli insegnanti abbiano l’opportunità di verificare le conoscenze che non si ha avuto modo di approfondire e di cui è venuto meno il riscontro sul “campo”. Prima di qualsiasi ipotesi sull’assetto scolastico dell’autunno, l’attenzione dei presidi e di tutto il corpo docente si concentra sulle modalità con cui traghettare gli alunni al periodo estivo, tenuto conto che, già dai primi di marzo, la frequenza in aula è stata bruscamente interrotta e sostituita con la didattica a distanza: una forma di insegnamento non accessibile a tutti e che occorre scongiurare che diventi esclusiva di parte dei nostri bambini e adolescenti. Un grande esperimento, ma anche una sfida impegnativa

Osservatore Romano – È, di certo, un notevole banco di prova, non solo per l’intero mondo scolastico, ma per tutto il nostro modello educativo e di welfare.

Nonostante la risposta repentina da parte del ministero dell’Istruzione e del ministero dell’Università e della ricerca, ricordando anche la straordinaria emergenza, che inevitabilmente ci ha colto impreparati, la didattica ha evidenziato storiche lacune, con oltre il 20 per cento dei giovani che, non avendo accesso a connessioni internet, non sono in condizioni di seguire le lezioni e partecipare alle attività scolastiche. Lo stesso comparto docente, seppur motivato a seguire le direttive ministeriali, mostra difficoltà nell’organizzazione e nella pianificazione delle lezioni. Poiché, d’altro canto, la dimensione della questione è internazionale, un confronto tra i ministri dell’Istruzione dell’Unione europea sarebbe utile ad individuare soluzioni condivise per affrontare la riapertura delle scuole e investire in piattaforme telematiche, così da affiancare adeguatamente studenti e famiglie nel percorso formativo.

Osservatore Romano – Molte delle nostre abitudini subiranno delle variazioni, i nostri gesti quotidiani cambieranno, e cambieranno anche tra i nostri ragazzi, nelle aule e in tutti gli ambienti di ritrovo. Questo — ovviamente — nell’ottica di conservare le buone pratiche per limitare la diffusione della pandemia.

A loro occorre trasmettere l’importanza del patrimonio culturale, valoriale, turistico, economico e sociale del nostro paese: un paese che vanta numerose eccellenze in tutti i campi, ma, soprattutto, radici saldamente legate al territorio e alla comunità. Da qui dovremo ripartire, uniti, per riprendere a condividere spazi e riti collettivi. E avviare, contemporaneamente, un solido piano di rilancio dei programmi educativi e di ricerca, per un vero New Deal dell’istruzione e della formazione.